Roditori

Sono solo tre le specie che vivono prevalentemente a contatto con l’uomo e che possono perciò definirsi "antropizzate": Possono cioè aumentare di numero utilizzando residui di derrate alimentari e rifiuti, e trovare rifugi sicuri. Le tre specie sono il Rattus norvegicus, il Rattus rattus e il Mus musculus e presentano peculiarità che ne permettono la facile identificazione; in particolare riguardo all’habitat, le caratteristiche fisiche e le abitudini alimentari. Vivono tutti prevalentemente in case, soffitte, magazzini, intercapedini, scantinati, fognature o nelle vicinanze di case coloniche.

Rattus norvegicus

E’ di colore grigio ed è chiamato anche ratto delle chiaviche o surmolotto o pantegana l'etimologia del nome scientifico della specie non deve trarre in inganno: la specie, piuttosto che della Norvegia, è con tutta probabilità originaria della Cina settentrionale o della Siberia sud-orientale, da dove, poi, attraverso i commerci sempre più intensi fra i Paesi europei e asiatici, si è diffusa nel corso del XVII secolo al fianco dell'uomo in sostanza in tutto il mondo, ad eccezione dell'Antartide, e Canada occidentale e di alcune riserve speciali in Nuova Zelanda. In Italia, la sottospecie nominale è diffusa in tutto il territorio peninsulare, nonché nelle isole maggiori e nella massima parte di quelle minori.

Caratteristiche fisiche

Le capacità sensoriali sono molto sviluppate, e ne facilitano la sopravvivenza.
Il gusto permette di scegliere cibi adatti e rifiutarne altri (di solito rifiutano cibi nuovi e questo va tenuto presente nell’utilizzo di esche).
L’odorato è molto sviluppato e permette loro di seguire percorsi marcati con urina e secrezioni genitali, oltre che segnare il proprio territorio.
L’udito è acuto e percepisce anche gli ultrasuoni. La vista invece è ridotta, adatta al buio e non distingue i colori.
L’agilità è diversa nelle diverse specie, e idonea al diverso ambiente e modo di vita.

Rattus rattus

Derattizzazione ecologica ad Ultrasuoni


Specie di origine asiatica, probabilmente della Penisola Indiana, il Ratto nero (o Ratto dei tetti) è ormai divenuto cosmopolita. È, infatti, diffuso nelle zone temperate e tropicali di tutto il mondo e quindi anche in tutto il territorio italiano comprese le isole, con esclusione delle zone ad altitudini elevate, ove si localizza solo in stretta adiacenza agli insediamenti umani.
Abitudini soprattutto crepuscolari-notturne.
Attività rallentata nei periodi freddi, anche se non va in letargo.
Vive nei pressi degli insediamenti umani, siepi, boschi e loro margini.
Alimentazione: onnivora (soprattutto vegetali).
Raggiunge la maturità sessuale a 3-4 mesi.
Accoppiamenti possibili tutto l'anno.
Durata della gestazione circa 3 settimane.
Normalmente 2-3 e più parti all'anno con 4-10 piccoli inetti.
Versi: squittii, sibili.
Udito e olfatto eccellenti.
I ratti neri vivono in gruppi misti comprendenti numerosi esemplari di ambedue i sessi. Fra i maschi è presente una rigida gerarchia, che si traduce nel maggiore o minore accesso al cibo o alle femmine: queste ultime sono più aggressive rispetto ai maschi e tendono a spostarsi di meno nell'ambito del territorio che ciascun gruppo delimita e che misura in genere circa un centinaio di metri quadrati. Anche fra le femmine è presente una gerarchia, in particolare vi sono sempre due o tre di esse che sono dominanti rispetto a tutti gli altri appartenenti al gruppo, ad eccezione del maschio dominante. Generalmente, i ratti neri si curano poco del proprio territorio, difendendo in modo aggressivo dagli intrusi solo le aree strategiche come le provviste di cibo.
I vari esemplari comunicano fra loro tramite squittii, mentre i comportamenti di dominanza vengono tradotti in posture particolari e nel contatto fisico fra i vari esemplari. Spesso i ratti neri secernono una particolare sostanza oleosa che viene utilizzata sia nella comunicazione con altri esemplari nell'ambito dello stesso gruppo, che come deterrente per gli intrusi, in quanto spesso questa viene utilizzata per marcare i confini del territorio.

MALATTIE TRASMESSE DAI RATTI:
LEPTOSPIROSI
SALMONELLOSI
TIFO MURINO
MALATTIA DI LYME
FEBBRE BOTTONOSA
TOXOPLASMOSI
FEBBRE DA MORSO DI RATTO
PESTE

In quanto ospita la pulce del ratto o Xenopsylla cheopis, ed anche la Ceratophyllus fasciatus che possono pungere anche l'uomo e che permettono la moltiplicazione del bacillo pestoso nel loro ventricolo.

Il Mus musculus

Il Mus musculus

Il Mus musculus può saltare solo 35 cm, è anch’esso un buon arrampicatore. Le prime due specie possono risalire anche nei sifoni dei gabinetti, e possono attraversare buchi di appena 12 mm di diametro. Il terzo passa anche in buchi di appena 6 mm. Si tratta di animali attivi perlopiù dopo il tramonto: anche durante la notte, comunque, si tengono ben lontani dalle fonti di luce violenta.
Durante il giorno, i topi riposano in tane poste in luoghi riparati e foderati con vari materiali, come cartone, stoffa ed erba. Il topo non va in letargo, a differenza di molti altri roditori: esso si adatta, infatti, molto bene ad ambienti freddi (purché vi sia disponibilità di cibo), al punto che se ne trovano popolazioni stabili anche all'interno di frigoriferi tratta di animali tendenzialmente onnivori: mangiano perlopiù prodotti di origine vegetale, ma all'occorrenza non disdegnano carne e latticini. Il topo ricava l'acqua di cui necessita per la maggior parte dal cibo: in ogni caso necessita anch'esso di bere ogni tanto.

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